la rodiola rosea è una piantina piccola e tenace che cresce nelle regioni più fredde di Asia, Europa e Nord America fino a 3000 mt di altitudine, su terreni sabbiosi ed assolati, resistendo al freddo artico e alla siccità... questa sua caratteristica di adattarsi a condizioni climatiche così avverse spiega forse la sua potente attività "adattogena" sull'uomo, cioè la capacità di adattare le reazioni dell'organismo per far fronte a situazioni di stress psico-fisico.

botanica

la rodiola rosea (Rhodiola rosea L.,Sedum roseum L.) appartiene alla famiglia delle crassulacee.
E' una pianta perenne alta fino a 90 cm,con steli privi di rami, circondati da foglie alterne, carnose. In primavera e in estate compaiono piccoli fiori gialli o verde pallido.
Il rizoma è ingrossato: appena tagliato ha un profumo simile a quello delle rose da cui il nome della pianta.
Originaria dell'Himalaya cresce nell'emisfero boreale ad alte quote in Asia centrale, Europa e Nord America.
In Italia è comune nelle praterie alpine sopra i 1500 mt d'altitudine nelle regioni settentrionali dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia.

storia

l'uso della rodiola, anche detta anticamente "radice dorata", risale ad almeno 2000 anni fa.
Viene citata da Dioscoride, che la chiama rodia riza, nel suo "De materia medica" del 77 d.C., ma venne largamente utilizzata dalla medicina popolare soprattutto in Asia.
In Russia tradizionalmente si offre agli sposi un bouquet delle sue radici per augurare salute e fertilità ma più recentemente è stata impiegata per incrementare le performances mentali e fisiche degli astronauti.
In Cina dove era ritenuta un elisir di lunga vita e consigliata agli anziani e a chi voleva rinvigorire le proprie energie fisiche e mentali, gli imperatori organizzavano spedizioni in Siberia per procurarsela, mentre gli antichi ordini monastici tibetani la ritenevano un utile ausilio per mantenere vigile la mente durante le lunghe ore di meditazione.
Anche i nativi americani la conoscevano e ne mangiavano le radici fermentate ed i Vichinghi la utilizzavano per sopportare i rigori dei viaggi per mare.
 In tutte queste regioni veniva usata come tonico, per aumentare forza e resistenza (anche al freddo e ai disagi delle alte quote), ma anche per problemi gastrointestinali e del sistema nervoso.
Nel 1755 comparve nella prima farmacopea svedese, ma la moderna indagine scientifica sulla rodiola ha inizio nel 1961 ad opera del botanico e tassonomista sovietico G.V.Krylov e prosegue tuttora soprattutto in Russia, benchè poche relazioni siano state tradotte.

proprietà

della rodiola si utilizza la radice, ricca di principi attivi "adattogeni", in grado cioè di aumentare la resistenza dell'organismo a vari fattori di stress sia fisico che psichico coinvolgendo vari distretti dell'organismo in modo "aspecifico" cioè migliorando l'efficienza dell'intero organismo e non di un organo specifico.
Responsabili di questa azione antistress sono i glicosidi cinnamici della rodiola, soprattutto il salidroside, la rosavina, la rosina e la rosarina.
Altri composti attivi sono i tannini, il tirosolo, alcuni polifenoli, flavonoidi e un olio essenziale.
L'azione antistress e antifatica suggerisce l'uso della rodiola per aumentare forza e resistenza e per diminuire il tempo di recupero muscolare dopo un esercizio fisico (esperimenti su 112 atleti di varie discipline hanno certificato rapidi miglioramenti quanto a velocità e forza nell'89% dei casi osservati), per combattere affaticamento, astenia, tendenza alla depressione (grazie alla capacità di elevare i livelli di serotonina anche del 30%) , per aumentare la memoria e la capacità di concentrazione anche in situazioni di stress (ad esempio esami impegnativi), e per migliorare il sistema immunitario.
L'incremento della serotonina indotto dalla radice di rodiola sembra essere la causa di un effetto positivo sulla prevenzione degli attacchi di cefalea di tipo tensivo (emicrania da stress o da week-end) di cui riduce frequenza e durata.
La rodiola, in associazione ad una dieta controllata e al regolare esercizio fisico, si è dimostrata efficace anche nel favorire la perdita di peso, poichè gli effetti positivi del salidroside sui livelli di serotonina e dopamina causano un contenimento della fame di origine ansiosa e l'induzione della sensazione di sazietà.
Inoltre la rodiola può accelerare la lipolisi, cioè la liberazione dei grassi dai tessuti di deposito e la loro demolizione, favorendo l'aumento percentuale di massa magra.
Gli studi più recenti sulla rodiola stanno indagando il suo impiego su alcuni tipi di cancro, ma benchè promettenti sono ancora allo stadio iniziale.
Un altro versante di studio riguarda invece la sua possibile azione di prevenzione e contrasto della sindrome da astinenza da nicotina: sembra insomma che questa piantina piccola e poco appariscente non abbia ancora svelato tutte le sue potenzialità!

Gli estratti di rodiola non presentano particolari controindicazioni nè effetti collaterali ai dosaggi consigliati, anche se usati per lunghi periodi (alternando cicli di assunzione a periodi di pausa) e questo li rende particolarmente utili per contrastare gli effetti di uno stress prolungato.
Non si conoscono effetti negativi dovuti ad interazioni con i farmaci: per precauzione (in seguito ad uno studio in vitro non confermato sull'uomo) la farmacovigilanza suggerisce di non associarla a warfarin e similari.
Come per tutti gli adattogeni si consiglia di utilizzarla al mattino, quando abbiamo più bisogno di energia o prima dei pasti per un effetto antifame.


bibliografia
"medicina naturale" - S.Foster, R.L.Johnson - ed.White Star

sitografia
fr.wikipedia
pianteofficinali.org
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